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ISML
Istituto Provinciale per la Storia
del Movimento di Liberazione nelle Marche
e dell'Età Contemporanea di Ascoli Piceno

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Contro le mafie

Tre incontri, tre autori, tre mafie torna anche quest'anno con ospiti d'eccezione.
Il percorso di approfondimento sulla criminalità organizzata creato da Itas Biologico G. Mazzocchi Isml Di Ascoli Piceno Libreria Rinascita con la collaborazione di Libera Ascoli Piceno avrà quest'anno tre ospiti eccezionali:

12 MARZO ore 17 #FedericaAngeli #Amanodisarmata Baldini+Castoldi

21 MARZO ore 17 #AntonioLaSpina #Mondodimezzo Le edizioni del Mulino

28 MARZO ore 17 #PeppeRuggiero #Ultimacena Edizioni Ambiente

Tre incontri per raccontare come la mafia sia un cancro che ferisce ogni aspetto della vita:
12 MARZO ore 17 con Federica Angeli al giornalista che ha fatto della lotta contro la mafia di Ostia la ragioni della sua vita affronteremo il difficile tema della "non vita" di chi si trova minacciato dai criminali, tra scorta, paura di ritorsioni e continui attacchi personali. Presenta il suo libro "A mano disarmata". l'incontro sarà coordinato dai Ragazzi dell' Itas Biologico G. Mazzocchi nell'ambito del progetto #scrittoriascuola

21 MARZO ore 17 con Antonio La Spina analizzeremo cosa vuol dire per l'economia subire le incursioni del mondo mafioso. Quando i criminali lasciano le armi e si mettono un colletto bianco e giocano con i soldi. Presenta il libro "il mondo di mezzo". Incontro coordinato da Isml Di Ascoli Piceno

28 MARZO con Peppe Ruggiero. Il giornalista e regista ci racconterà come la mafia distrugge non solo le società ma anche l'ambiente. Già autore del documentario #biutifulcauntri ci presenta il suo libro "L'ultima cena. A tavola con i boss". Incontro coordinato da Libera Ascoli Piceno


A MANO DISARMATA
Due spari nella notte, le finestre che si aprono e subito dopo un grido: «Tutti dentro, lo spettacolo è finito!» Siamo a Ostia, nel 2013, e tra gli abitanti di quei palazzi c’è anche Federica Angeli, cronista di nera per le pagine romane di «la Repubblica», che in quella periferia è nata e cresciuta. Da tempo si occupa dei clan locali e ha subìto gravi minacce. Sa quindi come è fatta la paura, ma crede che l’altra faccia della paura sia il coraggio. Se i vicini rientrano obbedienti al comando del boss, lei decide di denunciare ciò che ha visto. Dal giorno dopo la sua vita è stravolta: per la sua incolumità le è assegnata una scorta, eppure nessuna intimidazione fa vacillare la sua fede in un noi con cui condividere la lotta per la legalità. La storia giudiziaria di cui è protagonista fino alle più recenti sentenze ci parla di una possibile seppur faticosa vittoria, confermando che tutti insieme possiamo alzare la testa e cambiare in meglio. Federica Angeli ha ottenuto questa vittoria con l’unica arma che possiede, la penna, e in queste pagine ci racconta le tappe di una vera e propria sfida alla malavita, nel solco di un giornalismo nobile, illuminato di etica civile, che non compiace mai null’altro che la verità, con una coerenza a tratti severa. In un susseguirsi di colpi di scena, viviamo con lei le sue paure, a tratti la disperazione e i momenti di solitudine. La sua testimonianza puntuale, incalzante, senza respiro non dimentica mai la sua dimensione di donna, di madre e di moglie contesa alla serenità famigliare. Una serenità che, ispirata dalla Vita è bella di Benigni, Federica Angeli riesce magicamente a preservare, coinvolgendo i figli in un gioco alla guerra.

I diritti di questo libro sono stati acquistati dal regista Claudio Bonivento che trasformerà l’incredibile storia di Federica Angeli in un film.

“Chi sta dalla parte giusta non perde mai. Chi ha scelto di sfidare a viso aperto la mafia la testa non la chinerà mai. Perché sulla bilancia alla sera ci si sale da soli, con la propria coscienza, ed è a lei che si risponde.”

Federica Angeli (Roma 1975), cronista di nera e giudiziaria, scrive per «la Repubblica» dal 1998, dove è redattrice dal 2005. Dal 2013 vive sotto scorta dopo le minacce mafiose ricevute mentre svolgeva un’inchiesta sulla criminalità organizzata a Ostia. Tra i premi vinti, il Premio Passetti – Cronista dell’Anno nel 2012 e 2013, il Premio Donna dell’Anno (2015), assegnato dal sindaco di Roma, il Premio Articolo 21 (2015), Premio Francese (2015), Premio Piersanti Mattarella (2016), Premio Arrigo Benedetti (2017), il Premio Falcone e Borsellino (2016) e il Premio Nazionale Borsellino (2017). Per il suo impegno nella lotta alle mafie il presidente Mattarella nel 2016 l’ha nominata Ufficiale della Repubblica Italiana al Merito.

Ha pubblicato con Emilio Radice Cocaparty (2008) e Rose al veleno, stalking (2009), è coautrice di Io non taccio (2015) e autrice di Il mondo di sotto. Cronache della Roma criminale (2016).

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Il mondo di mezzo
Mafie e antimafie
Dalla ‘Ndrangheta - superpotenza mondiale - al nuovo fenomeno di Mafia capitale: una mappa delle organizzazioni criminali e un’agenda per contrastarle

Tutt’altro che unitario, l’universo delle mafie è composto da fenomeni disparati: dal grande contenitore delle Camorre a Cosa Nostra, dalla ‘Ndrangheta, anche nelle sue articolazioni decentrate nel nostro paese o nel resto del mondo, a gruppi locali come la Stidda e i Cursoti, per giungere a entità autoctone completamente nuove come Mafia capitale. Ma, oltre che alle mafie, il plurale va applicato anche all’antimafia. Esistono un’antimafia istituzionale, un’antimafia sociale e da qualche tempo anche un’«antimafia inautentica», o fasulla, come quella di personaggi che, pur mantenendo sottobanco un rapporto organico con i sodalizi mafiosi, ufficialmente aderiscono ad associazioni antimafia. Una realtà complessa, che l’autore esplora con grande energia intellettuale, nella convinzione che si possano combattere le mafie solo conoscendone in profondità le diverse dinamiche organizzative.

Antonio La Spina è professore ordinario di Sociologia e insegna Politiche pubbliche alla Luiss «Guido Carli». Per il Mulino ha pubblicato fra l’altro i volumi su «I costi dell’illegalità» (2008-2013), «La politica per il Mezzogiorno» (2003) e «Analisi e valutazione delle politiche pubbliche» (con E. Espa, 2011).
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ULTIMA CENA
Nessuno l’ha invitata, ma entra ogni giorno nelle nostre case, si siede alle nostre tavole, «speculando su ciò che abbiamo di più necessario, ciò di cui nessuno può fare a meno», come spiega Luigi Ciotti nella prefazione di questo libro: «Il cibo». La criminalità organizzata raccontata da Peppe Ruggiero non è quella degli omicidi, dei sequestri, della droga, degli appalti. Ma è forse ancora più inquietante: affonda le radici in uno dei settori economici e culturali italiani d’eccellenza – del quale ha ormai il controllo – lo vampirizza, lo intossica, lo inquina. Le inchieste della Direzione distrettuale antimafia e le testimonianze inedite raccolte rivelano dettagli agghiaccianti, che minacciano ogni genere alimentare: dalla pasta alla frutta, dalla carne ai datteri, tutto può essere “taroccato” per generare maggior profitto. E dove non basta la sofisticazione alimentare più bieca, arriva comunque il “pizzo”, l’imposizione di un marchio, la diffusione a macchia d’olio di un prodotto. Il cosiddetto “menù della camorra”, dall’antipasto al dessert, è gentilmente offerto dai boss di casa nostra. E se qualcuno ha in mente di consolarsi al bar con ’a tazzulella ’e caffè, sappia che rischia di pagarla direttamente alla criminalità organizzata. Magari insieme a una giocata di videopoker. Non esistono vie d’uscita? In realtà ci sono sempre altri mondi possibili, come dimostra il progetto Libera Terra: cooperative sociali che producono cibo genuino sulle terre confiscate alle mafie. Un antipasto di legalità. Tanto per cominciare.

Peppe Ruggiero, giornalista professionista, collabora con varie testate tra cui l’Unità, Terra, Narcomafie, Libera Informazione. Responsabile ufficio stampa di Libera e di Legambiente Campania, è tra i curatori del Rapporto Ecomafia di Legambiente. Nel 2007 ha realizzato con Andrea D’Ambrosio ed Esmeralda Calabria il documentario Biùtiful cauntri, vincitore del Nastro d’Argento 2008 come miglior documentario uscito in sala. Nel 2010 è stato consulente su criminalità e sicurezza alimentare per la trasmissione Mi Manda Rai Tre.